I flussi migratori diretti verso il nostro paese costituiscono uno degli eventi sociodemografici di maggior rilievo degli ultimi decenni del Novecento. Da tipico paese di emigrazione, infatti, l’Italia si trasforma in terra di immigrazione. La società italiana di oggi si configura come un contesto multiculturale con grandi collettività di origine immigrata l’Italia multietnica è ormai, senza dubbio, una realtà .Sono 4 milioni e mezzo gli immigrati regolari in Italia. Lo stima il rapporto 2009 sull’immigrazione della Caritas/Migrantes. Nello studio si sottolinea come il nostro Paese per la prima volta nel 2008 – anno in cui gli immigrati sono cresciuti del 13,4% – abbia superato la media europea (6,2%) per presenza di immigrati in rapporto ai residenti. I regolari, in particolare sono 4.330.000, il 7,2% dei residenti.. È straniero un abitante su 14 ,. Il dossier sottolinea inoltre che oltre la metà degli stranieri regolari in Italia sono passati per le vie dell’irregolarità e sono stati quindi oggetto di regolarizzazioni. L’Italia è tra i paesi europei più interessati dall’immigrazione si piazza al terzo posto tra i paesi europei col più elevato tasso d’immigrazione, preceduta solo da Spagna e Germania. La percentuale più elevata di immigrati arriva dalla Romania, dall’Albania e dal Marocco ma tante sono le comunità presenti sul nostro territorio: da cinesi a ucraini, da polacchi a filippini. Rimane poi quel 10% che arriva, attraverso il canale di Sicilia, dalle zone più disastrate dell’Africa. In Italia, le politiche del governo Berlusconi, guidate dalla Lega, inquadrano l’immigrazione nel contesto della normativa sulla sicurezza, etichettando l’immigrato come criminale, come un nemico. Ma l’immigrazione non è solo un problema di ordine pubblico è un fatto sociale che va affrontato con politiche adeguate. Ma le misure adottate dal governo non spingono certo verso l’integrazione. Il “pacchetto sicurezza” sembra avere lo scopo di rendere la vita difficile agli immigrati piuttosto che di ridurne lo sfruttamento e gli aspetti di illegalità. L’8 Agosto 2009 entra in vigore, inserito nel ddl sullasicurezza, il reato di clandestinità che prevede, per gli stranieri presenti illegalmente in Italia, una multa da 5 a 10mila euro,l’espulsione e il carcere fino a 4 anni per chi torna nel nostro paese clandestinamente. Inizia la politica dei respingimenti: gli immigrati, dopo aver speso una fortuna per il viaggio e messo a repentaglio la propria vita, si vedono rinchiusi nelle carceri libiche in condizioni disperate, sottoposti a maltrattamenti. Le critiche dell’Onu e del Vaticano alla decisione di respingere verso la Libia gli ultimi barconi carichi di migranti non fermano il ministro dell’Interno Maroni: “I respingimenti continueranno, sono in linea con le norme internazionali”. Quello su cui non si riflette è che chiudendo le frontiere non si risolve il problema. La maggior parte degli immigrati però, arriva in Italia non con viaggi di fortuna, ma con un semplice visto turistico o d’altro genere, trova lavoro e aspetta l’immancabile sanatoria che ogni due-tre anni consente di regolarizzarsi. Il presidente della Camera Fini ha adottato una linea decisamente più morbida, per favorire l’integrazione, propone di concedere il voto amministrativo agli immigrati regolari e velocizzare il processo di cittadinanza per quella seconda generazione d’immigrati che è nata in Italia e che ha svolto un adeguato ciclo di studi. Di fronte a politiche sull’immigrazione sempre più dure, all’uso dei “respingimenti” come strumento di lotta all’immigrazione clandestina, all’approvazione di un “pacchetto sicurezza” che punta ancora il dito contro gli extracomunitari, quali sono le reali possibilità di inserimento nel nostro Paese per gli stranieri? Il 46% degli italiani ha paura degli immigrati di temere chi arriva dall’estero. La paura, non appare, però, originata da un sentimento di discriminazione, ma piuttosto da fattori che legano l’immigrato a episodi di criminalità, come dichiara il 28%. Una posizione vicina a quella del 31% degli italiani preoccupati, invece, dal fatto che molti immigrati sono senza lavoro e questo può condurli a “cadere” nella rete della criminalità organizzata. Per questo circa il 40% della popolazione sostiene le politiche razziste della Lega,perché percepisce lo “straniero” come nemico, come pericolo per la propria sicurezza. CQuando la “diversità”infatti viene interpretata come un pericolo, si blocca quel processo d’integrazione tra culture differenti che, se realizzato, trasformerebbe l’immigrazione da “problema” in risorsa. Il problema dell’immigrazione è un punto fermo che l’attuale governo Berlusconi continua a sostenere di “combattere a spada tratta” continuando ad alimentare la fiamma dell’intolleranza e dell’odio verso queste persone che in parte rappresentano un patrimonio per l’economia del paese. Il sistema politico però ha il compito di evitare quei conflitti interculturali che poi sfociano nella paura dello straniero e nel terrore di vivere in una società multietnica e non continuare ad alimentare la paura verso la maggior parte degli immigrati che non sono qui per rubare o stuprare ma vengono in Italia con un unico obiettivo: poter star meglio economicamente e condurre una vita migliore.
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